Francesca Lazzarato-
ottobre 2010LA SUA LINGUA ABBRACCIA LE DUE RIVE DELL'ATLANTICO
il nobel a Vargas Llosa
È la prima volta che il massimo riconoscimento letterario va a uno scrittore del Perù: «per la cartografia delle strutture del potere e le immagini taglienti della resistenza, rivolta, sconfitta degli individui», che ha saputo disegnare. Questa la motivazione dell'accademia di Stoccolma. Nel 1990 Vargas Llosa fu in lizza per le presidenziali, poi vinte da Fujimori. La delusione lo spinse a assumere la cittadinanza spagnola. Il suo esordio è legato a racconti datati 1959, ma la fama arrivò con il romanzo La città e i cani, bruciato pubblicamente in piazza a Lima”Bolaño non fu in alcun modo ( salvo in alcune intemperanze dell’ultima ora) un detrattore del boom, quanto precisamente il suo continuatore più disciplinato: il suo lavoro non solo è inimmaginabile senza una lettura sottobraccio di Borges, ma neanche senza la trasparenza colloquiale della prosa di Cortàzar, o senza le astuzie narrative e le architetture romanzesche di Vargas Llosa, senza dubbio il romanziere in vita, in lingua spagnola, più ammirato da Bolaño, e uno di quelli che assimilò con più attenzione”Javier cercas - print the legend
