lunedì 9 agosto 2010

le forme della scrittura

Marcello Fois -



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Siamo circondati da scrittori tristemente più famosi dei propri libri... Di teorici al rovescio che prima scrivono poi elaborano, prima promuovono poi scrivono...di quantità che disattendono qualunque qualità (...)
E sarebbe a dire che non può sussistere alcuna modernità che non si sostanzi in un rapporto strettissimo con la tradizione. Tuttavia sembrerebbe vero il contrario. La scrittura è ancora, da più parti, considerata un esercizio per orfani, o per figli di nessuno. dentro a questa apparenza di gratuità si nasconde l 'insidia di pensare che chiunque possa esercitarla, basta che lo faccia. Ma ribadire che non è  così pare, al contempo, una tautologia. Chiarire che scrivere è un atto complesso e persino faticoso, può sembrar, a lungo andare una posa: l'alternativa allo scrivere sarebbe lavorare.  In ogni caso vale la pena di essere santamente tautologici e ripetrci di tanto in tanto che non si fa letteratura senza letteratura. Non si scrive senza leggere.  Non si distrugge quanto non si conosce  e questo tanto per mettere una pietra sopra su qualunque tentazione di avanguardia posticcia derivante da percorsi non assimilati (...)

La scrittura "attuale" è tutto il contrario, l'unico talento effettivo che richieda è di cavalcare l'appetito momentaneo del lettore. E' scrittura senza parenti, vuoto a perdere,. Spesso millanta un rigore che non possiede se non in termini di audience; è il territorio in cui più che in ogni altro luogo, la scrittura incontra le categorie televisive di audience e di target: la scrittura per adolescenti pubescenti, la scrittura per lettori  che non vogliono niente di impegnativo; la scrittura per lettori  che vogliono illudersi di saturare la scarsità di ocntenuti con l'abbondanza di pagine (...)


il web sarebbe il veicolo e lo spazio che avrebbe mutato radicalmente le modalità di diffusione e di fruizione della nostra letteratura “attuale”. Non sempre positivamente, mi pare. Da un lato il web ha funzionato come straordinaria cassa di risonanza, dall’altro però ha trasmesso l’illusione che chiunque abbia titoli per parlare di letteratura. Ha reso il lettore, anche quello saltuario, o mediocre, o protagonista. Ha fatto protagonista perfino il non lettore, che in un sito di scrittura puo’ affermare il suo inalienabile diritto di giudicare quanto non ha mai letto. E’ un paradosso che ha evidenziato la necessità assoluta di una critica che non abdichi al suo compito di custodire, interpretare, e mettere in campo, un patrimonio inestimabile.
Il confronto diretto è solo apparentemente democratico, non vedo scrittori che discutono di operazion ia cuore aperto in siti di cardiologia, ammesso che non siano medici.. Ci sono spazi dove si va per curiosità e per apprendere e altri in cui. oltre a questo, si ha titolo per intervenire.  Vorrei più lettori con più argomentazioni, ma vedo solo scrittori che parlano tra di loro, o non lettori che farneticano. la democrazia è costosissima, e diventa sempre più rara, non dovremmo sprecarla, confondendo il sacrosanto diritto di parola con la fisiologia fonetica. Si rischia certo di apparire retrivi, ma vale la pena di ricordare ancora una volta che il consumo a corto raggio è una categoria lontanissima dalla letteratura, per lo meno dalla letteratura che abbia un progetto di permanenza, che è il fulcro della letteratura 'inattuale'  ”………
..........Non resta che affidarsi a un principio talmente banale che per molti è una chimera, e che costituisce il discrimine stesso tra scrittore e scrivente: dai classici si impara senza esiliarsi dal proprio tempo.

[Marcello Fois, Le forme della scrittura,
  Nuova rivista letteraria Nr 1 maggio 2010]


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