venerdì 4 giugno 2010

Sulle tracce di Bolaño - stella distante

Fabrizio Rusconi - 26/10/2009


Sulle tracce di Bolaño

“Questa è la mia ultima trasmissione dal pianeta dei mostri. Non mi immergerò mai più nel mare di merda della letteratura. D’ora innanzi scriverò le mie poesie con umiltà e lavorerò per non morire di fame e non cercherò di pubblicare” p. 178

“...Arturo desiderava una storia più lunga, non specchio ed esplosione di altre storie, bensì specchio ed esplosione in se stessa...la mia funzione si è limitata a preparar da bere, consultare alcuni libri, e discutere, con lui e col fantasma sempre più vivo di Pierre Menard, il valore di molti paragrafi riprodotti” p. 15

“Pierre Menard, Author of the Quixote” is written in the form of a review or literary critical piece about (the non-existent) Pierre Menard, a 20th century French writer. It begins with a brief introduction and a listing of all of Menard’s work.

giovedì 3 giugno 2010

Il primo contatto è stato sonoro e percettivo - stella distante

Sandra Scurani - dicembre 2009



Il libro Stella distante l’ho visto nella libreria di un "anobiano" [iscritto al sito anobii ] e il titolo mi ha colpito, poi dopo pochi giorni mentre cercavo testi in libreria, gli occhi si sono posati sul reparto della Sellerio e Stella distante è comparso subito, come un richiamo in mezzo a una selva di titoli.



E’ stato dunque in libreria, nel novembre 2009, che Stella distante di Roberto Bolaño, mi ha raggiunto fisicamente. In realtà l’incontro è avvenuto prima e ho compreso, sempre più convinta, che avevo bisogno di quella scrittura, avevo bisogno di leggere questo. Il primo contatto è stato sonoro e percettivo, sensazioni immediate e poco razionalizzabili, intense, intriganti, senza filtri. Bolaño, senti come suona?

Stella distante - di Roberto Bolaño

Francesca Meneghetti  - 15 giugno 2010



Stella distante - di Roberto Bolaño

Poiché un libro rappresenta una costruzione o un montaggio, uno dei suoi fattori di successo è dato dalla trasparenza delle implicite istruzioni per l’uso. Quando la ricetta è facile e scontata, il lettore tende a lasciare la presa per eccesso di banalità. Lo stesso accade quando lo sforzo di capire come funziona è troppo arduo. Una giusta formula è quella che intriga il lettore quel tanto che basta per trattenerlo, ma gli concede anche degli spiragli, dei contentini, giusto per non tirare troppo la corda. E’ in fondo una forma di seduzione, nel senso etimologico del termine (attirare a sé).

Stella distante - Roberto Bolaño

Giuseppe Quaranta -  2 giugno 2010


Stella distante - Roberto Bolaño


La lettura di Bolaño è stata multipla e parallela fin dall’inizio. Non posso di dire di aver iniziato a leggerlo partendo da un solo suo libro. Mi hanno sempre circondato numerose sue pagine, e la sua lettura è venuta sotto assedio per un motivo ben preciso: la sua profonda, pur se dispiegata nei dialetti più impensabili della sua coscienza, dicevo, la sua profonda unitarietà.

mercoledì 2 giugno 2010

Roberto Bolaño (2666 )

Raul Schenardi -Pulp Libri- dicembre 2007


Roberto Bolaño (2666 )

Arrivato  in  libreria  2666,  il  romanzo  postumo  di  Roberto  Bolaño  (nella  traduzione  di  Ilide Carmignani) che Adelphi ha deciso di pubblicare in due volumi (il prossimo uscirà fra un anno). L'autore, consapevole del peggioramento delle sue condizioni di salute e preoccupato di garantire qualche introito alla famiglia, avrebbe voluto cinque volumi separati (tante sono le parti, dotate di relativa autonomia, in cui si divide 2666) e distanziati nel tempo. L'editore spagnolo però, in considerazione del carattere malgrado tutto profondamente unitario dell'opera, ha deciso di pubblicarla in un unico volume. Inevitabili le polemiche, ma molti gliene sono stati grati. (Mica bisogna sempre rispettare le ultime volontà di un autore, viceversa non potremmo leggere buona parte dell'opera di Kafka…)nota. La scelta di Adelphi di farne due volumi immagino lascerà un po' interdetti i lettori curiosi di sapere "come va a finire". Anche perché il principale nucleo tematico viene affrontato proprio nella quarta parte. Ma tant'è. Impossibile comunque parlare di questo romanzo misterioso (a cominciare dal titolo) senza fare riferimento all'opera nel suo complesso. Impossibile anche riassumerlo, o rendere conto in modo esauriente della ricchezza di situazioni, personaggi e temi. Tenterò una descrizione sommaria della struttura del romanzo, avvertendo che 2666 è la summa dell'opera letteraria di Bolaño, in cui confluiscono le sue riflessioni più profonde e che rispecchia la sua piena maturità di scrittore. Poco importa che non avesse concluso il lavoro di revisione. E lasciamo ai pedanti la caccia ai "difetti", e agli oziosi la discussione se sia più bravo come poeta, nel racconto, nella nouvelle o nel romanzo-fiume (lui ha sempre insistito sul fatto che la sua opera letteraria doveva essere vista come una totalità).

William Burns - cronaca di un inedito pubblicato nel 1997

I fatti sono questi:
L'8 febbraio 2010 The New Yorker pubblica latraduzione di William Burns, racconto di Roberto Bolaño, mai pubblicato in USA. Qualcuno si convince che sia un  racconto inedito, e inizia a tradurlo dall'inglese all'italiano. Tra i tanti anche un mio caro amico. Al momento di pubblicarlo,  visto che il titolo non mi suona completamente estraneo, facciamo una breve verifica e ci accorgiamo che il racconto fa parte della raccolta "Chiamate Telefoniche", pubblicata in spagna nel 1997 ed in Italia nel 2000, da Sellerio, traduzione di Maria Nicola (pag 135).

Qualcun altro, forse accecato dall'idea di fare uno scoop,  pubblica con enfasi la traduzione del "racconto inedito". E ne nasce persino una discussione che coinvolge molti lettori appassionati dello scrittore cileno. Stiamo parlando di un sito specializzato in recensioni gestito da "giornalisti" che scrivono su giornali a diffusione nazionale.  

E' destino che Bolaño sia oggetto di costante mistificazione e che attorno a lui nascano leggende che rimbalzano nella rete, accreditate da autorevoli riviste e giornali, critici e scrittori ( come nel caso di Jonathan Lethem di cui si è parlato in un precedente articolo), specie da quando e' stato scoperto dall'editoria USA che ne ha fatto un mito, una specie di rock star.

Per la verità l'unico racconto inedito di Bolaño di cui si abbia notizia è  "El contorno del ojo" ( leggi tutta la storia) , tradotto qualche mese fa  dagli amici del sito puttana assassina.
Il racconto si può leggere qui link interno



Archivio Bolaño link interno

martedì 1 giugno 2010

2666 di Roberto Bolaño

Emanuele Trevi - Alias de Il Manifesto - dicembre 2008


2666 di Roberto Bolaño 
Vale davvero la pena di tornare su Roberto Bolaño e il suo fluviale capolavoro postumo, 2666, ora che finalmente se ne è completata l'edizione italiana, con le ultime due parti (La parte dei delitti e La parte di Arcimboldi) delle cinque di cui si compone il romanzo (trad.di Ilide Carmignani, Adelphi, pp.672, euro 22,00). 

  Esattamente un anno fa, quando sono apparse le prime tre parti (La parte dei critici, La parte di Amalfitano e La parte di Fate), ne abbiamo reso conto con la dovuta abbondanza di informazioni, con Enzo Di Mauro sulla "Talpa" del 3 novembre seguito da Marco Dotti link interno sulle pagine del "manifesto" il 6 dicembre. Qualche maligno avrebbe potuto osservare che in tanta generosità qualcosa doveva pure entrarci il fatto che "il manifesto", e addirittura il suo supplemento culturale del sabato, a un certo punto svolgono un ruolo (seppure minimo) nella trama sempre più complessa e imprevedibile del libro. Ma la pura e semplice verità è che opere ardite, affascinanti, persuasive come 2666 si contano sulla punta delle dita di una mano sola, nella letteratura di oggi. Gravemente malato e in attesa di un trapianto al fegato (sarebbe morto a Barcellona nel 2003, a soli cinquant'anni) Bolaño ha lottato contro il tempo per portare a termine il suo folle ed esigente progetto - ben più ambizioso di tutto quanto avesse scritto fino a quel momento. Ruotando le mille e rotte pagine del romanzo intorno a un mistero, questa compiutezza conseguita in extremis era più che necessaria, visto che l'autore sembra sfidare il lettore fino alle ultime righe, senza permettergli di scoprire dove andrà a parare l'intera impalcatura.

recensione 2666 - Quel cuore semplice di Arcimboldi (2666 - secondo volume)

Dario Voltolini - La Stampa - 25 ottobre 2008


Quel cuore semplice di Arcimboldi (2666 - secondo volume) 

Finalmente i lettori italiani stregati dal primo volume di 2666 possono tuffarsi nell'inesauribile materia narrativa di quest'opera di cui Adelphi completa la pubblicazione dando alle stampe il meraviglioso secondo volume, che comprende, delle cinque storie di cui si compone il tutto, le ultime due, intitolate "La parte dei delitti" e "La parte di Arcimboldi".
Tuttavia vorremmo che queste poche righe di commento a uno dei più importanti capolavori della letteratura contemporanea raggiungessero i lettori che non conoscono ancora Bolaño. Quelli che l'hanno conosciuto, e se ne sono innamorati, l'hanno fatto senza riserve. Si tratta di uno zoccolo duro, di un fan club. Non sono certo loro quelli a cui ha senso comunicare che il libro è ora in libreria.