venerdì 19 febbraio 2010
Bolaño selvaggio
giovedì 11 febbraio 2010
Un romanzetto canaglia, di Roberto Bolaño
Gianni Quilici - libere recensioni - 11 febbraio 2010

Non c'è mai niente di banale in questo “romanzetto canaglia”, ultimo lavoro dello scrittore cileno Roberto Bolaño, morto a soli 50 anni nel 2003 in un ospedale di Barcellona, in attesa d'un trapianto al fegato. E' come se scrivendo Bolaño cercasse di sorprendere se stesso e quindi il lettore, andando spesso oltre le possibili scelte che alla protagonista, di volta in volta, si prospettano.
Con una immaginazione, quella che lo scrittore dona alla ragazza, che si trova continuamento in bilico tra reale e irreale, rimanendo sempre nel campo delle possibilità, ossia del realismo.
Con una immaginazione, quella che lo scrittore dona alla ragazza, che si trova continuamento in bilico tra reale e irreale, rimanendo sempre nel campo delle possibilità, ossia del realismo.
martedì 9 febbraio 2010
Bolaño falsificato
Bolaño falsificato
'come nasce e prolifera una falsa notizia basata sul nulla'
La pubblicazione nell'Archivio Bolaño (immodestamnte questo sito) dell'ottimo saggio di Jonathan Lethem, The departed
tradotto da Paolo Castronovo
, è un'occasione per riflettere sulla facilità con cui una falsa notizia, una notizia palesemente falsa, talmente falsa che potrebbe essere smentita senza alcuna difficoltà mediante l'utilizzo delle più elementari regole di giornalismo (ma in questo caso si potrebbe dire del semplice buon senso), non solo non viene smascherata e smentita ma anzi si diffonde ancor più velocemente in tutto il mondo.
Una falsa notizia puo' essere frutto di un equivoco, dell'ignoranza o della male fede, ma si diffonde perché sono sempre meno i giornalisti che si preoccupano di verificare le fonti e la veridicità dei fatti, limitando il loro lavoro ad un esercizio di copia e incolla, dai comunicati delle agenzie, se non dalle notizie che trovano su internet e perfino in questo caso, senza nemmeno fare delle ricerche incrociate e dei confronti. Ancor piu' triste e' dover constatare che perfino i critici, autorevoli intellettuali e scrittori diventino strumento e volano sia pure involontario (ma se non c'e' dolo certo c'e' colpa) di questa spaventosa macchina di falsificazione e mistificazione della realtà che sono diventati i media.
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