Antonio Sparzani - 28 maggio 2009
La poesia e lo spirito
- - - -
non siamo gli ultimi di Massimo Rizzante
Si tratta di un
libretto di 122 pagine di testo, verrebbe voglia di dire la frase di circostanza “si legge in fretta, d’un fiato” questo saggio di Rizzante, ma invece no, non è affatto vero, non si legge in fretta, io ci ho messo giorni e giorni, certo non a tempo pieno, ma il fatto è che quando ne hai letto un paragrafo, tre o quattro pagine, hai già materiale da rimuginare nella testa, scartabellando in biblioteca e nei tuoi vaghi ricordi per un bel po’.
Ho detto “saggio”, in mancanza di una parola migliore, e non saprei bene che altra parola usare: in tre capitoli, divisi in brevi paragrafi, Rizzante parla di sé e raccontando di sé e delle proprie esperienze di lettura e di frequentazione scrive di letteratura con una vastità di orizzonti davvero non comune. L’autore insegna letteratura comparata all’università di Trento, i suoi studenti compaiono anche in qualche passo del libro, e la sua miglior arte, così l’ho pensata io, è quella di parlare degli autori più diversi con leggerezza e profondità insieme. Non si ha mai l’impressione che si stia menando il tradizionale cane per l’aia, o che si cerchi l’aggettivo migliore per “commentare” la tale o la tal’altra opera. Mi viene in mente il libro di George Steiner
Vere presenze, sottotitolo:
contro la cultura del commento.Ecco, qui proprio siamo lontani da questa frastornante mania del commento ad ogni costo che iin qualche periodo è sembrata costituire l’essenza della critica letteraria. Lo scopo che raggiunge Rizzante è quello di cogliere nei libri che legge e cita e rilegge quello che gli sembra significativo per il filo del discorso sulla letteratura che sta portando avanti. Sì, perché il discorso portante è quello sulla letteratura, e sul romanzo in particolare. Vi sono autori che percorrono tutto il libro come tanti fili rossi, si direbbe: il primo è certamente Kafka, che occupa finanche la copertina, e subito dopo viene Milan Kundera (1929 – ), di cui Rizzante ha seguito il seminario sul romanzo europeo a Parigi negli anni 1992-97, e poi Danilo Kiš (1935-89, soprattutto
questo), Witold Gombrowicz (1904-69, soprattutto
questo) e Ernesto Sabato (1911 – ). Rizzante colloca le sue conoscenze, di persone e di opere, in momenti precisi della sua vita, facendole diventare brandelli di brevi ma illuminanti flash.