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giovedì 7 ottobre 2010

i colpevoli di Juan Villoro - le mie letture

le mie letture -


I colpevoli
Juan Villoro
 CUEC ed., 2009


 
la prima volta che ho letto il suo nome è stata leggendo un'intervista un'intervista a Roberto Bolano di D.G.Miravet:
Io credo che se della mia generazione c'e' qualcuno che vincerà il Nobel, questo sarà Juan villoro, lo dico molto seriamente. Della mia generazione ci sono due che vinceranno il Nobel quasi con ogni probabilità, uno è Javier Marias, l'altro Juan Villoro. [R.Bolano]
Incuriosito, ho cominciato a cercare sulla rete tutto quello che si poteva leggere di lui. Suo è il prologo a Bolaño por sí mismo,  una raccolta di interviste dello scrittore (dal 1998 al 2003) curata da Andrés Braithwaite e pubblicata nel 2006.  Poi ho letto la recensione de I detective selvaggi "El copiloto de Impala". Stimolato da una scrittura chiara e fluida che denota un pensiero altrettanto chiaro e fluido ho iniziato a leggere tutto cio' che sono riuscito a trovare nella rete.
In Italia è poco conosciuto; è stato pubblicato nel 2000 "Palme della brezza rapida" (Ed. Robin), libro ormai introvabile. Finalmente nel 2009 è uscito I colpevoli, sei racconti e un romanzo breve. Di lui ha detto Francesca lazzarato su: Il manifesto  
Tra gli scrittori nati fra la fine degli anni ’50 e quella dei ’60, che da tempo si sono lasciati alle spalle il problema dell’identità cui i loro padri erano così sensibili, ce ne sono però altri che meriterebbero un’attenzione maggiore degli ex esponenti del Crack, e a loro è utile guardare per capire quale rimarchevole polifonia di voci offra oggi la letteratura messicana. Si può cominciare da Juan Villoro, classico di domani inesplicabilmente inedito in Italia, se si esclude un libro di viaggi pubblicato anni fa dalla Biblioteca del Vascello, e prodigioso autore di racconti e di alcuni romanzi magistrali come El testigo (Premio Herralde de Novela nel 2004). Tra i suoi temi principali, quello delle ricerca di senso in una società che, dopo la perdita del potere da parte del Pri al governo del paese per settant’anni, si misura con un vuoto ora riempito da una violenza cieca e dalla dittatura della cocaina e della televisione, che – come dice Villoro – «intrattengono stretti legami con quanti esercitano il potere». 
Scrittura attraversata da una sottile vena di ironia, fluida, leggera e intensa allo stesso tempo, con lampi improvvisi che rivelano tratti nascosti, profondi e inaspettati dei personaggi, colti in un momento di delirio, di allucinazione o di semplice smarrimento.
il libro vuole in qualche modo smontare i clichè del Messico e lo fa attraverso i personaggi e i luoghi che in qualche modo caratterizzano Il Messico nell'immaginario degli  europei e dei "gringos".
Un libro da leggere e che non si smette di leggere neanche stando in piedi sulla metro

Carmelo p.

 
 

lunedì 27 settembre 2010

i colpevoli di Juan Villoro

Juan Villoro

I colpevoli

racconto tratto dal libro "I colpevoli" Cuec ed., 2009   


I colpevoli
di Juan Villoro

Le forbici erano sul tavolo. Avevano delle dimensioni fuori dal comune. Mio padre le utilizzava per trinciare i polli. Da quando lui è morto, Jorge se le porta dietro ovunque. Forse per uno psicopatico è normale dormire con la pistola sotto il cuscino. Mio fratello non è uno psicopatico. Ma non è neanche normale.
Lo trovai in camera, piegato su se stesso, mentre lottava per togliersi la maglietta. C’erano 42 gradi. Jorge indossava una maglietta di tessuto grezzo, ideale per appiccicarsi come una seconda pelle.
– Aprila – gridò con la testa intrappolata nella maglia. La sua mano indicò un punto impreciso che non mi fu difficile indovinare.