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giovedì 7 luglio 2011

Nulla di più bello e conturbante di un’idea fissa, il poliziesco.

Intervista a  ricardo Piglia         

di Ana Ciurans
pubblicato du Blow up.

Ricardo Emilio Piglia è nato ad Adrogué, provincia di Buenos Aires, Argentina, nel 1940. Nel 1955 la famiglia si trasferisce a Mar del Plata e oggi vive a Princeton, dove insegna all’università. Scrittore, critico e saggista, malgrado i tanti riconoscimenti ricevuti (tra cui il premio Planeta per Soldi bruciati, nel ’97), Piglia è pressoché sconosciuto in Italia. Con lui abbiamo parlato della sua idea fissa, il poliziesco. E abbiamo tentato di far venire alla luce i retroscena del brodo di coltura di scrittori come Roberto Bolaño. La pubblicazione di un suo racconto, La pazza e il racconto del crimine, nell’antologia di racconti e saggi del Río de la Plata, Inchiostro sangue ci ha dato lo spunto per intervistare questo maestro del noir di cui uscirà tra poco Blanco nocturno per Feltrinelli.

Nel 1975 il racconto La pazza e il racconto del crimine, contenuto nell’antologia recentemente pubblicata in Italia (Inchiostro sangue, ndr), vince il premio letterario della rivista Siete días. Borges è uno dei membri della giuria. L’Argentina sta precipitando nella repressione. Il racconto narra la storia di un giornalista che, grazie alle sue particolari conoscenze linguistiche, riesce inutilmente a risolvere un crimine perché “interessi superiori” gli proibiscono di rivelare l’identità del colpevole. La letteratura come veicolo di denuncia, soccombe. Nonostante, il racconto, metafora di questa situazione, vince il premio. Crede che in quel momento la giuria non fosse cosciente di ciò che stava per accadere in Argentina o che la buona letteratura riesce a scavalcare persino gli interessi politici?
I rapporti tra letteratura e realtà politica non sono mai diretti. Il racconto – tra altre cose – sembra criticare la logica dei meccanismi giornalistici che impediscono, in questo caso, la denuncia di un crimine. Come conseguenza di questo rifiuto, Renzi (il giornalista protagonista del racconto, ndr) decide di scrivere il racconto come una sorta di alternativa fiction all’immediatezza della stampa. Se dovessi definire la funzione della letteratura – ma non intendo farlo – direi che narra ciò che i mass media non possono affermare o capire.

lunedì 9 agosto 2010

Piergiorgio Pulixi: QUELLA CHE NON SEI

  Piergiorgio Pulixi:

noir

QUELLA CHE NON SEI

Quando entra in ballo il maschio della famiglia per fare l'amore davanti alla web-cam, non esistono più limiti. Per ogni rifiuto, calci e pugni. La fuga è l'unica via di salvezza. Per gettarsi così alle spalle lo sporco part time della cam-girl Lingerie, stivaletti sadomaso e ore di chat a base di turpiloquio sessuale. Alla fine del mese le entrate sono di quattromila euro. All'inizio può essere divertente, ma in breve tempo ogni volta che entri in Rete senti di sprofondare nel fango

Metto i bambini a letto. Martina mi chiede di raccontarle una storia. Guardo l'orologio. È già tardi. Sto per dirle che oggi non posso. Ma quando incrocio il suo sguardo dolce non riesco a dirle di no. Poco importa. Tanto so che dopo un paio di minuti crollerà come tutte le notti. Prendo il libro delle fiabe, inizio a leggere e, come da copione, dopo due minuti dormono entrambi. I miei angioletti... Esco dalla loro camera ed entro nella mia. Chiudo la porta a chiave. Mi tolgo la fede. È ora di lavorare. Apro l'armadio. Nello scomparto più in alto ci son due grandi scatole. Le porto giù. La prima è zeppa di maschere. La seconda di biancheria intima molto sexy che mi è costata un occhio della testa. Vediamo, chi sarò stanotte? Prendo una bella maschera veneziana bicolore che lascia scoperta la bocca. Una parte del volto bianca e l'altra nera. Sorrido. La maschera è proprio in linea con la mia persona, con quello che sono e faccio, soprattutto per come mi sento oggi. Ok, vada per questa. La indosso e mi siedo davanti allo specchio. Scelgo un bel rossetto e mi trucco. Mi guardo. Perfetta. Sensuale e misteriosa. Bene. Ora la lingerie. Mi spoglio e butto sul letto buona parte della mia collezione. Questo bel tanga francese nero con gioiello sembra proprio perfetto. Ci abbino un reggiseno in raso a righe con volant in chiffon e dei guanti neri, lunghi fino al gomito, in trasparente tulle con fila di strass. Lo so, sono una maniaca dei dettagli, ma queste sono finezze che loro notano e possono fare la differenza tra una notte grama e una fruttuosa. Mancano le calze. Vediamo. Queste a rete, nere con balza media in pizzo e fiocco in raso, sembrano create per le mie gambe lunghe e sinuose. Ora le scarpe. Apro la scarpiera a muro. Vado subito su degli eleganti stivaletti in vernice nera a punta con tacco a spillo da dieci centimetri. Sono stupendi, alti fino alla caviglia e impreziositi da una fibbietta argentata sul collo del piede. Li indosso. Poi mi avvicino allo specchio ad altezza naturale e mi do un'occhiata. Perfetta. Stendo sul letto un lenzuolo viola di seta, ci getto su qualche giocattolo erotico e posiziono i faretti mobili in modo tale che la luce vada a illuminare il letto. Mi avvicino al computer portatile. È già acceso. Sistemo bene la web-cam in modo che mi inquadri. Entro nel sito e nella chat. Ora Morgana è ufficialmente on-line.