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domenica 1 agosto 2010

Stéphane Remael: una vita da stranieri

Stéphane Remael  -   21 gennaio 2010  


Internazionale   - - - -

Una vita da stranieri

La condizione di straniero è divenuta sempre più frequente nel mondo globalizzato, tanto da essere percepita come normalità. “The Economist”, viaggiando nella storia e tra i continenti, esamina come la concezione di “straniero” sia oggi più che mai varia e in continua evoluzione: stranieri per scelta o costrizione, stranieri che possono tornare a casa o sono costretti all’esilio...

Per la prima volta nella storia, essere stranieri è diventata una condizione del tutto normale in ogni parte del mondo. È come essere alti o mancini. Nessuno si stupisce più di vedere un francese a Berlino, uno zimbabwese a Londra, un russo a Parigi o un cinese a New York.

Per molte persone il desiderio e la possibilità di vivere in luoghi diversi dal loro paese natale hanno reso obsoleto un antico assunto della politica e della !loso!a secondo cui l’essere umano si trova meglio a casa propria. È vero, i !loso! raramente hanno avuto fortuna all’estero: Kant trascorse tutta la vita nella cittadina di Königsberg, Cartesio andò in Svezia e morì di polmonite. Ma questa non è una buona ragione per estendere lo spirito conservatore dei !loso! a tutta l’umanità.