Stéphane Remael - 21 gennaio 2010
Internazionale
- - - -Una vita da stranieri
La condizione di straniero è divenuta sempre più frequente nel mondo globalizzato, tanto da essere percepita come normalità. “The Economist”, viaggiando nella storia e tra i continenti, esamina come la concezione di “straniero” sia oggi più che mai varia e in continua evoluzione: stranieri per scelta o costrizione, stranieri che possono tornare a casa o sono costretti all’esilio...
Per la prima volta nella storia, essere stranieri è diventata una condizione del tutto normale in ogni parte del mondo. È come essere alti o mancini. Nessuno si stupisce più di vedere un francese a Berlino, uno zimbabwese a Londra, un russo a Parigi o un cinese a New York.
Per molte persone il desiderio e la possibilità di vivere in luoghi diversi dal loro paese natale hanno reso obsoleto un antico assunto della politica e della !loso!a secondo cui l’essere umano si trova meglio a casa propria. È vero, i !loso! raramente hanno avuto fortuna all’estero: Kant trascorse tutta la vita nella cittadina di Königsberg, Cartesio andò in Svezia e morì di polmonite. Ma questa non è una buona ragione per estendere lo spirito conservatore dei !loso! a tutta l’umanità.