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venerdì 21 giugno 2013

La Stella di Bolaño non è mai troppo distante

Monica Mazzitelli  -   10 luglio 2010


Cordiale, eppure così ispido. Di Roberto Bolaño ho letto solo questo breve romanzo, Estrella distante (Stella distante), eppure mi sembra di conoscerlo. Non solo come scrittore, ma come uomo. Se dovessi girare un film su di lui saprei perfettamente come far muovere il protagonista, quali gesti, quali tic, l’inclinazione del mento, il tono della voce, che non ho mai visto o sentito. Perché lui – che si definiva prima di tutto un lettore, e solo poi uno scrittore – in queste pagine ci mette la sua essenza, alternando una narrazione romanzesca a lunghe disquisizioni sulla poesia, soprattutto quella latino-americana, con passione feroce. Così presente a se stesso ma simultaneamente facendo sempre un ossequioso passo indietro letterario, Bolaño ha sempre chiara la sua dimensione del gusto e la profonde come fosse materia inscindibile della narrazione, mai come digressione ex cathedra. Molto della sua anima e della sua poetica si capiscono leggendo l’ultima intervista che ha rilasciato, un testamento di intelligenza e passione, humor e umanità.

Mario Bevione, un mio caro amico e fine lettore, ha commentato così nella sua recensione di aNobii «Bolaño ha scritto per tutta la vita un unico, smisurato romanzo, che poi ha ritagliato, formando un immenso puzzle, dove ogni pezzo non si limita a combaciare con i quattro che lo circondano, ma può incastrarsi quasi con tutti.» Ecco: non ho letto altro che questo lavoro dello scrittore cileno, ma l’osservazione di Mario mi pare totalmente condivisibile nel senso che il tono della sua scrittura è quasi da blog, qualcosa di ciclico, interno, autodialogante, dove i fatti narrati sono al limite dell’essere pretesti narrativi piuttosto che una storia vera e propria. E forse per alcuni lettori questo potrebbe essere il suo limite.

Ma una storia c’è, pur nella sua diluizione: quella di Carlos Wieder, un sadico nazista pseudo-poeta che sotto il falso nome di Alberto Ruiz Tagle si infiltra tra gli studenti universitari diventandone amico. Di quei piccoli e quasi insignificanti poeti e scrittori, o semplici universitari, fa fare una strage durante il Golpe di Pinochet del ’73. Non si limita a far imprigionare tutti quelli di sesso maschile, ma esegue lui stesso gli omicidi, previa tortura, delle studentesse di sesso femminile. Nel suo malato connubio di amore e morte prima le seduce, poi le martoria, e infine le ammazza, scattandone alcune fotografie documentali. Finito il suo ruolo attivo di spia e assassino nel Golpe,  torna a prendere il suo nome e a esercitare la sua vera professione: pilota di aereo. Ma grottescamente la abbina alla sua vena poetica, componendo delle (impossibili) parole con le scie di fumo dei reattori, parole sopra il cielo di Santiago, sopra gli stadi dove i prigionieri politici sono ammassati. Parole “poetiche” e deliranti sulla morte: «La morte è il Cile», «La morte è responsabilità», «La morte è pulizia».
È su questo che l’esperienza di vita dell’autore si incrocia nella trama: Roberto Bolaño, vissuto fino alla fanciullezza in Cile, si era trasferito con la famiglia in Messico dove aveva vissuto per una decina d’anni, tornando in patria solo poco dopo il Golpe. Incarcerato insieme a migliaia di altri e detenuto nello stadio-prigione, si era riuscito a salvare solo perché tra i carcerieri aveva incontrato un suo vecchio compagno di scuola, che gli aveva consentito di fuggire.

Di questo vissuto entra nel romanzo il senso del potere usato a fin di Male, lo smarrimento della dimensione umana quando dalle leve del Potere viene bandita ogni morale, ogni senso comune di giustizia o carità, e al suo posto viene esercitata un’ottusa maschia crudeltà, persino stupida, inconsapevole, dimentica e superficiale. Il nazista Carlos Wieder ne incarna gli aspetti più alti e persino seducenti nella sua violenza quasi fredda, senz’anima, passione. Il suo delirio gli fornisce un alibi morale talmente solido che non avrà mai una redenzione, come è giusto che sia, e il finale ce lo restituisce come lo ha dipinto: un uomo in fondo mediocre, che credeva di essere un eroe, una piccola gestalt di un ingranaggio che funziona solo quando la politica si seppellisce per essere sostituita da un trionfalismo nazionalistico consolatorio per le masse, e garantista per i pochi detentori di ricchezze e potere. E questo ci ricorda qualcosa, o almeno dovrebbe ammonircelo.

La poesia e lo spirito   ---- - - -
©  Monica mazzitelli



sabato 13 agosto 2011

Roberto Bolaño – Stella distante – Sellerio – 8€

Andrea - 

 



Stella distante 
Roberto Bolaño 
Sellerio





Tutto quanto finora raccontato forse accadde così. Forse no. E’ possibile che i generali delle Forze Aeree Cilene non avessero portato le loro mogli. E’ possibile che nell’aeroporto Capitan Lindstrom non sia mai stato messo in scena uno spettacolo di poesia aerea. Forse Wieder scrisse la sua poesia sul cielo di Santiago senza chiedere il permesso a nessuno, senza avvisare nessuno, sebbene questo sia più improbabile. Forse quel giorno non piovve neppure su Santiago, sebbene ci siano testimoni (oziosi che guardavano in alto seduti sulla panchina di un parco, solitari affacciati a una finestra) che ricordano ancora le parole nel cielo e posteriormente la pioggia purificatrice. Ma forse tutto accadde altrimenti. Le allucinazioni, nel 1974, non erano infrequenti.
La mostra fotografica nell’appartamento, tuttavia, ebbe luogo così come viene raccontato qui di seguito.


lunedì 5 luglio 2010

stella distante



•   intro • F, Rusconi  •  C, Almonte   •   G. Quilici  •   G.Quaranta   •  S.Scurani  •
•   F.Meneghetti  •   

Stella distante 


introduzione

molte trappole o scherzi letterari. Per esempio il personaggio finale di "letteratura nazista in America" Ramirez Hoffman, appare di nuovo in Stella distante, con il nome di Wieder, che in tedesco vuol dire "di nuovo"
In realtà sono piccoli scherzi che faccio a me stesso per sostenere le ore di scrittura, che di solito sono molto laboriose e anche noiose. E' semplicemente per sopportare la solitudine del computer e anche perchè Concepisco, con molta umiltà, la totalità della mia opera in prosa e anche una parte della mia poesia come un tutto. Un tutto non solo stilistico, ma bensì anche un tutto argomentativo....
[ intervista di Marcelo soto link esterno ]
* * *
"Stella Distante è il fratello siamese super rapido e letale di La letetratura nazista in America, che è un siamese grasso, lento e goffo: una mole enciclopedica di una calma bestiale"
[Intervista con Lina Meruane. Caracas, 20/3/1998 ]
* * *
In Stella distante, come avverti all'inizio del romanzo, riprendevi la storia che chiudeva "La letteratura nazista in America link interno" e la rifai, l'amplii, come se si trattassi di una variazione musicale - come hai fatto posteriormente, in Amuleto, in forma diversa - Ti domandi, a volte, se al lettore risulterà facile entrare in questo gioco?
Stella Distante e Amuleto, per me in qualche modo, o tra le altre cose, sono come sonetti o come costruire in versi una rima particolare: ho un testo, lo trasformo, pero' mantenendolo. In Stella distante utilizzo un metodo, In Amuleto un altro. Amuleto è più difficile perchè sorge da un frammento de I detective selvaggi , un frammento nel quale non cambio nemmeno una virgola, lascio tutto uguale. In Stella distante , mi sono permesso una maggiore libertà: cambio nomi, riaggiusto. Uno degli esercizi di Stella distante, era quello della correzione, non si trattava solo di ampliare, bensì di migliorare il testo, approfondire in parti non affrontate nell'originale. In Amuleto , già non uso la correzione, bensì il situare il testo in un contesto molto più ampio, con altre stanze, altri sguardi....Per me sono esercizi letterari, ma anche plastici. E sì, c'è un certo minimalismo. Però, ovviamente, non mi chiedo mai se ciò sarà facile o non sarà facile per il lettore. Sono esercizi dove ciò che importa è il mio stesso piacere o le difficoltà che il testo mi costringerà ad affrontare e la virtù che dovrò superare per risolvere il rompicapo. Comunque, credo che si possono leggere perfettamente bene come testi indipendenti, autonomi....
anche come contrappunto
Se hai una visione globale dell'opera sì, però se qualcuno legge solo Amuleto, per esempio, o solo Stella distante, come è successo in Cile, o in Messico - dove ho lettori che di me hanno solo letto Stella distante -, li leggono perfettamente bene. Sono testi autosufficienti dal punto di vista argomentativo. Anche se puo' succedere che qualche lettore che abbia letto i testi base si senta spiazzato.
Di Stella Distante, mi ha colpito il terrore sotterraneo che emana, nella linea di Rosemary baby - Il bambino di rosemary -, che citi, significativamente all'inizio e verso la fine del romanzo: l'idea che il male può stare dentro di noi.
E' che Stella distante è fondamentalmente proprio questo. E' un'immersione nel male. Il male assoluto, sì che esiste. E' tentare di vedere il volto del male assoluto, però assoluto, assoluto.
anche nella bellezza puo' trovarsi l'orrore ?
In qualsiasi cosa. La capacità di sovvertire un ordine dato, che ha il male assoluto è enorme. Io, in poche occasioni della mia vita, sono stato vicino a qualcosa che, vagamente, potremmo chiamare male assoluto, che non lo era, e l'influsso del male, la deformità del male, sprigiona una sensazione strana, è come appiccicoso ma non esattamente.
Ed è anche un disinganno rispetto alla presunta vocazione di sinistra e progressismo delle avanguardie.
Senza dubbio, le avanguardie possono essere di estrema destra. La peggiore estrema destra che c'è stata in questo secolo è sorta in parte dalle avanguardie. Il futurismo italiano, una delle prime avanguardie del secolo, genera il fascismo italiano, che poi da una copertura ideologica al nazismo.
D'altra parte, continuando con Stella distante, a partire da qui appare anche Arturo B. che abbiamo continuato a frequentare successivamente nella tua opera narrativa. Si può dire che comincia lì quello che potrebbe denominarsi il tuo gioco autoreferenziale che, in qualche modo, da unità alla tua opera? >
Si è possibile. Ed è abbastanza misterioso. Perchè Arturo Belano appare in Stella distante solo nel prologo, nelle parole iniziali, quando si dice "Questa storia me l'aveva riferita il mio compatriota Arturo B.", però è chiaramente Arturo Belano, senza il minor dubbio. Però io non avevo chiaro che si sarebbe chiamato Arturo Belano il protagonista di alcuni dei racconti di Chiamate telefoniche e de I detective selvaggi: è stata come un'apparizione.
Cambiando per un momento di tema ma non del romanzo, credi che il "Cile dimentica" (pag 155)?
Si, sì, tutti i paesi dimenticano. La memoria collettiva è forse una delle più deboli, delle più magre memorie che possano esistere. Mai bisogna confidare nella memoria collettiva.
[intervista di Dunia Gras Miravet link interno, 2000]
Estrella distante viene pubblicato in Spagna nel 1996 e tradotto in Italia con lo stesso titolo - Stella distante - nel 1999 da Angelo Morino, per la Sellerio ed.. Nel 2009 viene fatta una secodna ristampa






«Tutto quello che ho scritto è una lettera d'amore e un saluto alla mia generazione, a quelli che hanno scelto la militanza e la lotta e che hanno dato quel poco che avevano, la giovinezza, a una causa che per noi era la più generosa del mondo. L'intera America Latina è seminata con le ossa di questi giovani dimenticati»  [R.B:]

Questa storia me l'aveva riferita il mio compatriota Arturo B. veterano delle guerre fiorite e suicida in Africa, che non rimase soddisfatto del risultato finale. Nell'ultimo capitolo de La letteratura nazista fungeva da contrappunto, forse da anticlimax nei confronti del grottesco letterario chge veniva prima, e Arturo desiderava una storia più lunga, non specchio nè esplosione di altre storie bensì specchio ed esplosione in se stessa. Così, ci rinchiudemmo per un mese e mezzo nella mia casa di Blanes e con l'ultimo capitolo in mano e sotto la dettatura dei suoi sogni e dei suoi incubi redigemmo il romanzo che adesso il lettore ha davanti a sè. La mia funzione si è limitata a preparare da bere, consultare alcuni libri, e discutere, con lui e col fantasma sempre più vivo di Pierre Menard, il valore di molti paragrafi riprodotti.
[Roberto Bolaño, Stella distante, pag 15]
..credeva, alla maniera statunitense, decisa e militante, nell'esistenza del male, del male assoluto. Nella sua personalizzazione teologica l'inferno era un ordito o una catena di casualità. Spiegava gli omicidi in serie come un'"esplosione del caso". Spiegava le morti degli innocenti (proprio quanto la nostra mente si rifiutava di accettare) come il linguaggio di quel caso in libertà"
[ R.Bolano Stella distante - p. 142 ]
Accesi una sigaretta e mi misi a pensare a cose senza importanza. Il tempo, per esempio. La temperatura della Terra. Le stelle sempre più distanti
[ pag. 201 ]

 
Introduzione di Raul Schenardi
Come nella Pista di ghiaccio e nei successivi Detective selvaggi e 2666, anche in Stella distante c'è un accenno di trama poliziesca: la ricerca di uno scrittore (un poeta sui generis che scrive versetti biblici in latino con i gas di scarico del suo aereo) sospettato di crimini nefasti. E come nei Detective selvaggi a dargli la caccia è Arturo Belano, l'alter ego dello scrittore che compare in tanti romanzi e racconti. Del resto, anche il protagonista, Carlos Wieder, è una vecchia conoscenza: l'Hoffman di "La letteratura nazista in America". Poeta avanguardista cileno, nazista, torturatore all'epoca del golpe di Pinochet, esteta della crudeltà, alla fine Wieder viene rintracciato a Parigi dove gira snuff-movies. Stella distante tocca un tema centrale nella narrativa di Bolaño: la relazione fra l'arte e la barbarie. È un romanzo raggelante sulle atrocità del potere dello Stato quando si fa orrore, e sulla miseria degli artisti amorali asserviti a questo potere. Ma senza prediche moralistiche e senza retorica.
Raul Schenardi






indice recensioni:



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•   F.Meneghetti  • 

venerdì 4 giugno 2010

Cile, prima, durante e dopo Pinochet. - stella distante

Gianni Quilici - 26/10/2009


Cile, prima, durante e dopo Pinochet
Un io che racconta e al centro una figura misteriosa, indecifrabile, sfuggente, per certi versi affascinante, certamente abominevole: Carlo Wider dalle molti identità... “un poeta, un aviatore che scrive versi nel cielo, un killer di poeti, un torturatore, un fotografo surrealista delle vittime, poeta d'avanguardia e forse operatore-assassino di film hard core criminali...”

La figura del poeta assente in Stella distante

Carlos almonte -  luglio 2006


La figura del poeta assente in Stella distante


In Stella distante, Bolano descrive la figura assente di un poeta (o della poesia tout court), che in questo caso si incarna in una strana combinazione di fascismo (un topico ricorrente di Bolano) violenza e freddezza. Wieder (che secondo l'epoca, il contesto, il tempo o la coniugazione, significa: "ancora, di nuovo, nuovamente, per un'altra volta, di ritorno, più volte, la prossima volta, contro, di fronte a, nei confronti di…" [p. 66] ] , è un poeta legato alla dittatura cilena: una figura inquietante (quasi tanto quanto Tinajero o Raiter , anche se meno sviluppata), tenebrosa e sanguinaria, che non esita a torturare ed assassinare, inclusi i suoi amici, a pilotare un piccolo aereo nelle peggiori condizioni per stampare le sue poesie nel cielo (qui si intuisce un evidente riferimento a Raúl Zurita), esporre in dettaglio l'orrore davanti alle stesse facce dei suoi responsabili i militari o a sparire dal mondo per sempre (come succede anche a Tinajero e Raiter)

Sulle tracce di Bolaño - stella distante

Fabrizio Rusconi - 26/10/2009


Sulle tracce di Bolaño

“Questa è la mia ultima trasmissione dal pianeta dei mostri. Non mi immergerò mai più nel mare di merda della letteratura. D’ora innanzi scriverò le mie poesie con umiltà e lavorerò per non morire di fame e non cercherò di pubblicare” p. 178

“...Arturo desiderava una storia più lunga, non specchio ed esplosione di altre storie, bensì specchio ed esplosione in se stessa...la mia funzione si è limitata a preparar da bere, consultare alcuni libri, e discutere, con lui e col fantasma sempre più vivo di Pierre Menard, il valore di molti paragrafi riprodotti” p. 15

“Pierre Menard, Author of the Quixote” is written in the form of a review or literary critical piece about (the non-existent) Pierre Menard, a 20th century French writer. It begins with a brief introduction and a listing of all of Menard’s work.

giovedì 3 giugno 2010

Il primo contatto è stato sonoro e percettivo - stella distante

Sandra Scurani - dicembre 2009



Il libro Stella distante l’ho visto nella libreria di un "anobiano" [iscritto al sito anobii ] e il titolo mi ha colpito, poi dopo pochi giorni mentre cercavo testi in libreria, gli occhi si sono posati sul reparto della Sellerio e Stella distante è comparso subito, come un richiamo in mezzo a una selva di titoli.



E’ stato dunque in libreria, nel novembre 2009, che Stella distante di Roberto Bolaño, mi ha raggiunto fisicamente. In realtà l’incontro è avvenuto prima e ho compreso, sempre più convinta, che avevo bisogno di quella scrittura, avevo bisogno di leggere questo. Il primo contatto è stato sonoro e percettivo, sensazioni immediate e poco razionalizzabili, intense, intriganti, senza filtri. Bolaño, senti come suona?

Stella distante - di Roberto Bolaño

Francesca Meneghetti  - 15 giugno 2010



Stella distante - di Roberto Bolaño

Poiché un libro rappresenta una costruzione o un montaggio, uno dei suoi fattori di successo è dato dalla trasparenza delle implicite istruzioni per l’uso. Quando la ricetta è facile e scontata, il lettore tende a lasciare la presa per eccesso di banalità. Lo stesso accade quando lo sforzo di capire come funziona è troppo arduo. Una giusta formula è quella che intriga il lettore quel tanto che basta per trattenerlo, ma gli concede anche degli spiragli, dei contentini, giusto per non tirare troppo la corda. E’ in fondo una forma di seduzione, nel senso etimologico del termine (attirare a sé).

Stella distante - Roberto Bolaño

Giuseppe Quaranta -  2 giugno 2010


Stella distante - Roberto Bolaño


La lettura di Bolaño è stata multipla e parallela fin dall’inizio. Non posso di dire di aver iniziato a leggerlo partendo da un solo suo libro. Mi hanno sempre circondato numerose sue pagine, e la sua lettura è venuta sotto assedio per un motivo ben preciso: la sua profonda, pur se dispiegata nei dialetti più impensabili della sua coscienza, dicevo, la sua profonda unitarietà.

lunedì 1 giugno 2009

la narrativa di Bolaño,

la narrativa di Bolaño

"Bisogna partire dal fatto che Roberto Bolaño si considerava un poeta."

Massimo Rizzante

Concepisco, con molta umiltà, la totalità della mia opera in prosa e anche una parte della mia poesia come un tutto. Un tutto non solo stilistico, ma bensì anche un tutto argomentativo, i personaggi dialogano continuamente tra di loro appariscono e spariscono
[ intervista di Marcelo soto ]
Non so se lo disse Borges. Forse fu Platone. O forse George Perec. Ogni storia rimanda ad un'altra che a sua volta rimanda a un'altra Storia che a sua volta rimanda a un'altra storia. Ci sono storie che sono i numi tutelari di una storia, ci sono storie che sono le chiavi di una storia e ci sono storie che ci portano al bordo del vuoto e ci obbligano a porci le garndi domande. Io consosco solamente una delel doamnde. Come costruire un ponte? e ovviamente non conosco la risposta
[ Intervista di Demian Orosz - dicembre 2001 ]
Insomma, in un racconto di dieci pagine ci sono già dieci storie, mi dici come cazzo si fa a scrivere un romanzo di oltre seicento pagine con una sola storia? È assolutamente impossibile, chi pensa una cosa del genere è un idiota. Ogni romanzo è una successione di storie che si vanno intrecciando.
[ Intervista di Raul Schenardi ]
Credo che vengo dalla poesia. Non mi assomiglio nè a César Aira, nè a Rey Rosas, nè a Juan Villoro, nè a Javier Marías, nè a Vila Matas - che è uno dei migliori -. Nessuno di quelli che ti ho nominato è scrittore di poesia. Sono fondamentalmente un poeta. Ho iniziato come poeta. Da sempre ho creduto – e continuo a farlo – che scrivere prosa sia un atto di cattivo gusto. E lo dico sul serio
In un certo senso credo che scrivere prosa sia tornare a fare il lavoro di mio nonno analfabeta. E' molto più difficile la poesia. Le scenografie che ti propone la poesia sono di una purezza e di una desolazione molto grande. Quando metti insieme purezza e desolazione lo scenario si ingarndisce automaticamente fino all'infinito ela logica vuole che tu scompaia in questo scenario e, tuttavia, non scompari. Diventi infinitamente piccolo, ma non svanisci.ueño pero no desapareces.
[ intervista Melanie Jösch - dicembre 2000 ]
Però sono cileno, di classe medio-bassa e dalla vita ababstanza nomade, e probabilmente l'unica cosa che potevo fare era convertirmi in scrittore, accedere come scrittore e soprattutto come lettore a una ricchezza immaginaria, entrare come scrittore e come lettore in un ordine di cavalleria che credevo pieno di giovani, dicciamo, temerari, e dove, alla fine, a 48 anni mi ritrovo solo. Ma queste parole non sono altro che retorica..
  [ Intervista di Demian Orosz - dicembre 2001 ]