Hasan Atiya Al Nassar 2005
casa del vino
- - - -La poesia dei migranti vista da un poeta esule iracheno*
di Hasan Atiya Al Nassar
“Non v’è pane; né sorso d’acqua, né fuoco estremo;
due sole cose vi sono: l’esiliato e l’esilio”
due sole cose vi sono: l’esiliato e l’esilio”
Gridava Seneca nella Corsica ‘terribile’ e ‘crudele’. Mentre Dante, nel Paradiso, ricordava i passi più duri del suo cammino di fuggiasco:
“Tu lascerai ogni cosa diletta
più caramente; e questo è quello strale
che l’arco de lo esilio pria saetta.
Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e il salir per l’altrui scale”.
più caramente; e questo è quello strale
che l’arco de lo esilio pria saetta.
Tu proverai sì come sa di sale
lo pane altrui, e come è duro calle
lo scendere e il salir per l’altrui scale”.