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martedì 12 ottobre 2010

i buoni lettori sono cigni

  Jorge Luis Borges / E. Vila-Matas  




"A volte credo che i buoni lettori siano cigni anche più tenebrosi e rari che i buoni autori... Leggere, per intanto, è un'attività successiva a quella di scrivere: più rassegnata, più civile, più intellettuale."
(J.L.Borges)     tratto dal sito L'Aleph di Borges 
 

Estaba claro que en la frase había una confianza en un tipo de lector activo,
parecido a ese tipo de escritor exigente en el que Roberto Bolaño
percibía una disposición intelectual que le llevaba a ver, en todo giro 

del destino, un problema de ajedrez o una trama policiaca a clarificar.
Enrique Vila-Matas -  El fondo eterno 

©




 
 

domenica 20 giugno 2010

Inchiostro sangue - le trame di un racconto poliziesco

Livio Santoro - quaderni d'altri tempi nr 26 -   2010



Inchiostro sangue
quante trame ha un racconto poliziesco?

Se è vero che tutta la letteratura russa è fuoriuscita dal cappotto di Nikolaj Gogol’, forse si può dire, senza rischiare di esagerare, che tutta la letteratura argentina (e gran parte di quella latinoamericana) è fuoriuscita dalla biblioteca di Jorge Luis Borges. E per rilanciare sul parallelismo, e aggiungere un altro pizzico di fascino, si potrebbe affermare che quanto si è detto è valido non solo per chi è vissuto dopo Borges, ma anche per chi è vissuto prima. E questo, ovviamente, è un gioco a cui molti dei personaggi dello stesso Borges, come per esempio quel famoso Menard che ha scritto il Chisciotte (Borges, 1956, pp. 36-47), hanno giocato. Si prenda il caso di Paul Groussac, che alcuni decenni prima di Borges fu direttore della Biblioteca Nazionale di Buenos Aires, che alcuni decenni prima di Borges fece ricorso a Arthur Schopenhauer per raccontare una delle sue storie, che alcuni decenni prima di Borges propose variazioni sul tema del giallo, che alcuni decenni prima di Borges morì cieco… ma che da Borges, evidentemente, assunse il tratto del racconto. In un recente volume pubblicato per l’editore Arcoiris, dal titolo Inchiostro Sangue. Antologia di racconti e saggi del Rio de la Plata, è proprio un racconto di Groussac, datato 1897 ad aprire le danze.

venerdì 4 giugno 2010

Sulle tracce di Bolaño - stella distante

Fabrizio Rusconi - 26/10/2009


Sulle tracce di Bolaño

“Questa è la mia ultima trasmissione dal pianeta dei mostri. Non mi immergerò mai più nel mare di merda della letteratura. D’ora innanzi scriverò le mie poesie con umiltà e lavorerò per non morire di fame e non cercherò di pubblicare” p. 178

“...Arturo desiderava una storia più lunga, non specchio ed esplosione di altre storie, bensì specchio ed esplosione in se stessa...la mia funzione si è limitata a preparar da bere, consultare alcuni libri, e discutere, con lui e col fantasma sempre più vivo di Pierre Menard, il valore di molti paragrafi riprodotti” p. 15

“Pierre Menard, Author of the Quixote” is written in the form of a review or literary critical piece about (the non-existent) Pierre Menard, a 20th century French writer. It begins with a brief introduction and a listing of all of Menard’s work.

mercoledì 6 agosto 2008

La fame di realtà e l’immaginazione romanzesca (Massimo Rizzante)

  Massimo Rizzante

10 novembre 2008

La fame di realtà e l’immaginazione romanzesca


Questo pezzo è uscito quest’anno con molti altri in “Finzione e documento nel romanzo” a cura mia, di Walter Nardon e Stefano Zangrando, Università di Trento, Trento. Il libro raccoglie il frutto di un anno di studi e incontri organizzati dal SIR (Seminario Internazionale sul Romanzo). Spero possa contribuire al dibattito su romanzo e realtà che da qualche tempo arricchisce le pagine di nazioneindiana.


1. Una volta Roland Barthes, in La mécanique du charme, ha scritto che Italo Calvino era in grado di elaborare «un tipo di immaginazione molto particolare: quella che, in fondo, si trova in E. A. Poe, e che si potrebbe definire l’immaginazione di una certa meccanica o la relazione tra l’immaginazione e la meccanica».
Che cosa voleva dire? Cercava di esplorare da vicino una nozione di «immaginazione» diversa da quella romantica, spontanea, piena di fantasmi: un’idea d’immaginazione come capacità di sviluppare un racconto in modo logico ed elegante («charmant») in cui una situazione apparentemente irreale si trasforma, attraverso una perfetta meccanica immaginativa (Barthes usa la metafora della «joute», la giostra dei tornei cavallereschi), in una situazione implacabilmente «reale».