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domenica 1 agosto 2010

gianni celati: Frontiere erranti della letteratura

  Gianni celati - 12 settembre 2009  

Alias del manifesto   - - - -

 Frontiere erranti della letteratura

Fine dell’umanesimo.

 Un filosofo contemporaneo, Peter Sloterdijk, si è chiesto che ne è di tutto quello che l’umanesimo ci ha lasciato in eredità. (Regole del parco umano, in Non siamo ancora stati salvati, Bompiani, 2004). Questa eredità è soprattutto quella dei libri, della lettura, dello studio, come un vaccino contro la ferocia e la barbarie. Sloterdijk considera i grandi testi greci (Omero e Platone innanzi tutto) come lettere inviate ad amici ignoti: lettere che hanno prodotto nell’occidente latino una fioritura di comunità di pensiero, unite dall’amore per i grandi testi e orientate verso l’umanizzazione dell’homo inumanus. Questi aspetti resteranno alla base della forma scritta, dal Convivio di Dante (che è un manifesto per togliere l’uomo dal suo stato ferino) fino alle soglie della nostra epoca.

Ma Sloterdijk si chiede se il vaccino dell’umanesimo abbia ancora un senso. I libri sono entrati in un conflitto con le nuove forme di comunicazione a distanza, e hanno dovuto adeguarsi alla cultura televisiva. Ora i prodotti dello scrivere sono affidati a manager, il cui lavoro consiste nel trattare i libri come neutri oggetti di profitto. Questa è la cultura del presente assoluto, senza memorie d’un passato o d’una tradizione.

Pochi hanno affrontato questa perdita di memoria senza mascherarla con valanghe di citazioni erudite. Massimo Rizzante è tra quelli che hanno più vivamente percepito la perdita d’una memoria e il vuoto che s’è formato al suo posto. E il suo ultimo libro pone questa domanda: dov’è finita l’eredità che ci collegava a Omero? Cos’è successo all’arte dello scrivere, per arrivare a produrre una letteratura composta da nani che non sanno più arrampicarsi sulle spalle dei giganti del passato?

letteratura dell'esilio

  Daniela Floridia * – Stefano Martello**  


Sagarana   - - - -



LA LETTERATURA DELL’ESILIO


Premessa

Le moderne tecnologie multimediali hanno letteralmente ridefinito il campo d’azione di molti settori dell’agire umano; una situazione che ha comportato rilevanti cambiamenti non solo nel corpus della creazione – in qualunque campo la stessa dispieghi i propri effetti – ma soprattutto nell’animus, rendendo evidente un cambiamento di rotta per quanto riguarda i valori ora in auge.

Tale breve premessa per rendere evidente come, al di là di dati prettamente economici in merito alla “caduta” commerciale del prodotto libro, l’essenza di questa rivoluzione culturale sia da ricercare fondamentalmente in una modificazione delle strutture sociali e dei valori che della stessa sono diretta emanazione.

L’affermazione – all’interno del contesto sociale occidentale – di valori laici e pratici ha, di fatto, cancellato ogni traccia di tradizione culturale del passato, ponendosi, nel contempo, come terreno estremamente fertile per la crescita ed il consolidamento della cosidetta Globalizzazione.
Una globalizzazione che ha appiattito lo strato sociale, rendendolo uniforme, una globalizzazione che ha imposto i propri parametri alle diverse culture dando luogo alla nascita di una società anonima e non da tutti accettata, se è vero che tale processo è stato compiuto in maniera inconsapevole e forzata con l’aiuto di strumenti economici di coercizione e induzione (1) .