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domenica 1 agosto 2010

Massimo Raffaeli: Intellettuali, di che parliamo?

  Massimo Raffaeli -

4 agosto 2010

Intellettuali, di che parliamo?

Non è vero che il dibattito sugli intellettuali è così scontato e persino postdatato come il senso comune indurrebbe a credere. Bene ha fatto Alfabeta2 a volerlo riaprire e bene il manifesto a farsene carico. È vero che un simile dibattito sembra avere qualcosa di rituale e anacronistico, in un mondo che si vuole laico e disincantato, ma sta di fatto che gli intellettuali continuano a esistere e, anzi, nella veste più tradizionale di ideologi. Semmai tendono a stare da una parte sola anche quando si dicono bipartisan, perché il mondo adesso si divide in uno. Né vale rimpiangere un mandato antagonista che si è consumato nel secolo scorso, da Zola a Jean-Paul Sartre: oggi si tratta ancora di umanisti e per lo più di scienziati sociali, talvolta di grande caratura, chiamati sui giornali e in tv (perché di questo noi stiamo parlando) a forgiare l'opinione pubblica, o come la vogliamo chiamare.