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sabato 31 luglio 2010

Ilaria Vitali: il mancato ritorno

   Ilaria Vitali   

Sagarana nr 13 - 2003   - - - -

Il mito dell’esilio e le sue demistificazioni nell’opera
di Milan Kundera 

Topografia dell’emigrazione
 
Avvicinandosi ad un autore come Milan Kundera è legittimo porsi delle domande: domande sulla sua “doppia” appartenenza, sulla delicata questione dell’esilio, sulla sua condizione di émigré proveniente da un paese occupato, stabilitosi in Francia verso la metà degli anni settanta. A queste questioni se ne aggiungono altre, questioni filologiche: l’abbandono della lingua madre, il ceco, e la scelta del francese, questioni ancora più sentite nell’opera di un autore che ha sempre mostrato un grande interesse nei confronti della “parola” e che ha fatto della riflessione sulla lingua non solo una tecnica narrativa, ma il punto di partenza della riflessione e dell’interrogazione esistenziale. In cosa consiste dunque la vita di un émigré, soprattutto quando si tratta di uno scrittore? Che cosa s’intende con il termine “esilio” al di là del mito o dell’accezione comune? È possibile tracciare una topografia del romanzo legata all’emigrazione di grandi autori come Nabokov, Rushdie e altri, che con le loro opere hanno ampliato orizzonti e confini di letterature e culture diverse da quelle di origine?