Maurizio Garreffa -
.:: Orrore e divertimento. Possibile? ::.
Appronfondimento sullo stretto rapporto esistente tra orrore e divertimento, nella narrativa horror, nella cinematografia basata sulle opere di Stephen King, in psichiatria e medicina.
"Nessun organismo vivente
può mantenersi a lungo
sano di mente in condizioni
di assoluta realtà."
(Shirley Jackson)
Scrivere di paura non è una cosa da ridere. (Shirley Jackson)
Ci insegnano che far divertire è difficile, ma non è che mettere paura alle persone (in questo caso ai lettori) sia semplicemente nascondersi dietro un angolo buio e gridare "bu!" al momento opportuno. Come dice Stephen King, "il sangue non è una questione di splatter", ma tutto ha un senso. Il noto autore americano si riferisce alla sua opera prima, Carrie, dove la presenza del sangue la fa da padrona: Carrie è un romanzo breve che parla di una ragazza con capacità telecinetiche, ma i momenti cruciali della storia sono conditi dalla presenza dell'idolo rosso, il sangue appunto. King afferma che è un po' come un marchio di fabbrica per chi scrive thriller e, soprattutto, horror. Ma la lezione del noto autore è che non bisogna essere degli splatter, il sangue deve significare qualcosa, che sia simbolico oppure no.