Visualizzazione post con etichetta Lamento per Belgrado. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Lamento per Belgrado. Mostra tutti i post

lunedì 16 agosto 2010

Per Miloš Crnjanski (da tradurre poesia di massimo Rizzante)

  Massimo Rizzante


 15 luglio 2010

Miloš Crnjanski, Lamento per Belgrado
(Lament nad Beogradom, 1962)

Cura, prefazione e traduzione di Massimo Rizzante
con uno scritto di Božidar Stanišić
Rovigo, Il Ponte del Sale, “Il Labirinto del Mondo”, 2010

 

Per Miloš Crnjanski


Novembre 1996. Novi Sad, Vojvodina. Hotel Casino Putnik.
Uno sparuto manipolo di intellettuali infreddoliti entra nella hall. Fra loro alcuni “occidentali”. Si terrà un simposio per ricordare l’opera di Danilo Kiš, l’ultimo scrittore jugoslavo, morto a Parigi nel 1989.
L’atmosfera è pesante.

Venendo in auto da Belgrado, mi ha impressionato la quantità di vagoni abbandonati nelle campagne. Ruderi, forse, di una civiltà che ha fatto il suo tempo. Chiedo spiegazioni al mio autista – in realtà un macellaio che si presta da alcuni giorni a trasportare invece che quarti di maiale carni meno commestibili. Il suo francese non è molto ricco, ma essenziale: «C’est la vie!». Che cosa ribattere a una frase tanto semplice? «C’est la vie!». Per decine e decine di chilometri non incontriamo anima viva, le case sono disabitate, i cumuli di immondizia si alzano come collinette sulla pianura, le carcasse dei cani imputridiscono sotto la pioggia gelata… Dappertutto desolazione e morte: «C’est la vie!».