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mercoledì 18 agosto 2010

intervista in rete a Peter Sloterdijk

intervista in rete a Peter Sloterdijk


 14 luglio 2010

Per una teoria dell’intossicazione

intervista in rete a Peter Sloterdijk

traduzione di Francesco Forlani 


La sua diagnosi del nostro tempo inizia con una strana professione di fede. Lei dichiara che, per capire il mondo di oggi, bisogna essere “leggermente intossicati”. Cosa ci vuole dire con questo?
Peter Sloterdijk: I medici omeopati del diciannovesimo secolo credevano che il professionista dovesse  sperimentare prima su se stesso  le medicine che avrebbe in seguito prescritto alla clientela. Diciamo allora che  un buon filosofo è una specie di intossicato illuminato e che il suo sapere  consiste in una sorta di polifonia dell’ avvelenamento. Questo per me vuol dire che il sapere filosofico non è solamente il risultato di una riflessione approfondita, nè tanto meno soltanto l’espressione di sé quale  soggetto, ma il risultato di un tipo di successo immunologico. La verità deve essere interpretata, a mio parere, come un fenomeno immunitario che il discorso  del filosofo contemporaneo porta al termine di una serie di vaccinazioni o addirittura di auto-avvelenamenti. Nelle reazioni del pensatore moderno emerge un nucleo di verità che non è altri che la lotta del sistema in grado di sopravvivere grazie a una serie di produzioni di anticorpi, sia logici che semantici, che fanno da diga all’invasione di virus ostili.
Questo modello è, a mio parere, una buona risposta alla domanda: che cosa è la saggezza contemporanea? Il pensatore contemporaneo, dopo molteplici intossicazioni, forte di una lunga serie di piccole morti e di reazioni immunitarie, sfugge alla definizione tradizionale  e universitaria di logico del discorso. Vorrei accostarlo alla poesia attuale che pure ha la tendenza  a diventare una reazione di un sistema immunitario che libera la capacità allucinatoria del suo autore. Provare allucinazioni – e non soltanto sognare – significa creare  uno spazio autenticamente vivibile  per gli esseri umani. E la questione fondamentale di ogni politica è il modo di sapere come provocare allucinazioni per le persone a ritmi più o meno sincronizzati.

lunedì 16 agosto 2010

gestione dell’oblio collettivo




Peter Sloterdijk   

  14 luglio 2010

gestione dell’oblio collettivo

vi è una mitologia moderna che funziona come un sistema di gestione dell’oblio collettivo. Vale a dire, organizzare il presente come un bagno di informazione permanente. I nostri informatori sono, da un punto di vista sistemico, i mitologi  che contribuiscono in permanenza alla soppressione della memoria. L’ informazione sul presente  scompare dietro al mito che crea un universo in cui, in fondo, nulla cambia. Racconta una molteplicità di  storie  per non raccontare La Grande Storia, che  è la strada della Rivoluzione.


Peter Sloterdijk
Per una teoria dell’intossicazione - intervista in rete a Peter Sloterdijk