Marco Dotti -
novembre 2001EROI PERSI IN UNA VITA DI SPECCHI
Chi è davvero Alejandro Bevilacqua? È il protagonista assente, il bersaglio continuamente mancato dell’ultimo romanzo di Alberto Manguel, Tutti gli uomini sono bugiardi (Feltrinelli, traduzione di Elena Liverani, pp. 171, euro 14). L’unico a non mancare il bersaglio è l’assassino che, forse, di Bevilacqua sapeva qualcosa di più. Quel «di più» che genera, alimenta, nutre il dubbio anche nelle persone che gli si credevano – e forse, banalmente, lo erano – più vicine.
Ritorna quindi la domanda: chi era, davvero, Alejandro Bevilacqua? È quell’avverbio, «davvero», a inquietare, in situazioni del genere. Niente più che la morte violenta di uno scrittore inquieta la vita degli altri scrittori, che in qualchemodo si sentono in dovere di prendere posizione (o forse è solo un’inconscia chiamata in correità?). Quelli che restano si fanno domande, azzardano ipotesi, cercano – come si dice in questi casi – «nuova luce», trovando tutt’al più qualche lampo sul nulla. Un altro caso contenuto in un libro recente riguardava il personaggio di Juan Herrera nell’Assassina letterata (Voland, 2004) di Enrique Vila-Matas, per esempio. Mappe che non portano a nulla.


intervista a Juan Villoro di Marco Dotti 