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lunedì 9 agosto 2010

imparare a tradurre per imparare a scrivere

  Javier Marias-



Riscrivere” e ”ricreare” un grande libro  
è il modo migliore per imparare a farne altri
 

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Roberto Carnero: Lei ha anche tradotto molti autori dall’inglese (da Sterne a Conrad, da Stevenson a Hardy). Che cosa ha imparato come scrittore da questa attività?

Javier Marias:«Moltissimo. Soprattutto a calibrare le parole. Non credo nelle scuole di scrittura: penso che si possa insegnare come non bisogna scrivere, ma che sia difficile spiegare come si dovrebbe farlo. Tuttavia, se mai dovessi dirigerne una, richiederei come pre-requisito agli aspiranti corsisti la conoscenza di una o più lingue straniere e li farei tradurre. ”Riscrivere” e ”ricreare” un grande libro (perché per me questo è il compito del traduttore), è il modo migliore per imparare a farne altri».

Tratto da:  
 © intervista di Roberto Carnero a Javier Marias, Il Piccolo, 22 maggio 2009




 

giovedì 8 luglio 2010

intervista a javier marias

  Roberto Carnero -  il piccolo - 22 maggio 2009


Einaudi annuncia, per ottobre [poi uscito ad aprile 2010], l’uscita italiana da Einaudi del terzo volume del suo romanzo-fiume, ”Il tuo volto domani”.

Javier Marías è oggi a Venezia (parlerà alle 18 al Teatro Malibran) per il festival letterario “Incroci di civiltà”. Nato a Madrid nel 1951, è uno degli scrittori in lingua spagnola più importanti del mondo. I suoi libri – tra cui ricordiamo ”L’uomo sentimentale”, ”Tutte le anime, ”Un cuore così bianco”, ”Domani nella battaglia pensa a me” – sono tradotti in 37 Paesi.

«Con il tomo che verrà pubblicato in autunno da Einaudi - spiega, - anche il lettore italiano potrà vedere come va a finire il romanzo più lungo che abbiamo mai scritto: circa 1600 pagine. Un’idea, quella di un romanzo ”a puntate”, che inizialmente aveva scoraggiato i miei editori, ma che il pubblico dei lettori alla fine ha premiato».