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venerdì 1 ottobre 2010

LA CULTURA DELLA MERCE, LA MEMORIA DELLA CULTURA

  Vanni Codeluppi -

29 settembre 2009
 
LA CULTURA DELLA MERCE, LA MEMORIA DELLA CULTURA


«Nell'era dei media di massa gli individui tendono, come l'eroina di Flaubert, a vedersi differenti da ciò che sono. Da Gilles Lipovetsky a Paul Virilio, trame di lettura sui modelli comunicativi nella ‘civiltà del gossip’»


UNA E MILLE Bovary
Nell'era dei media di massa gli individui tendono, come l'eroina di Flaubert, a vedersi differenti da ciò che sono. Da Gilles Lipovetsky a Paul Virilio, trame di lettura sui modelli comunicativi nella «civiltà del gossip»
Il concetto di cultura è talmente ampio che persino darne una definizione accettabile rappresenta, e non da oggi, un compito estremamente arduo. Si spiega così perché i cambiamenti culturali vengano individuati con grande difficoltà da parte degli individui. Eppure negli ultimi anni la cultura, soprattutto in Occidente, si è trasformata tanto radicalmente, come testimoniano alcuni libri recenti, che vale la pena di compiere uno sforzo per metterla sotto osservazione.

giovedì 12 agosto 2010

nomadi e sedentari

  Raffaele Simone  &   Paul Virilio



"Personalmente, non sono contro le nuove tecnologie. 
Ma o gni evoluzione del progresso è accompagnata 
da incidenti di gran de ampiezza, come sosteneva Hannah Arendt"
Paul Virilio

....Pensi a quando, fino a qualche decennio fa, per procurarci un'informazione banale, per esempio l'orario di partenza di un treno, bisognava andare alla stazione e magari lottare con un impiegato nervoso. Ora possiamo avere la stessa informazione senza muoverci da casa....Ora non abbiamo bisogno di muoverci da casa, nè di incontrare nessuno per avere un'informazione. Quindi: stiamo diventando sedentari e soprattutto solitari

[© Raffaele Simone, La mente al punto,  pag 96] Laterza 2002 
 
  «I veri sedentari paiono oggi colo ro che su un treno, così come in a scensore o in aereo, riescono a re stare sempre connessi. In fondo, si sentono sempre a casa loro. Men tre chi resta escluso dalle tecnolo gie di comunicazione appare sem pre più come un nomade, fuori posto in ogni angolo del pianeta».

[© Paul Virilio,  intervista di Daniele Zappalà, L'avvenire 16 febbraio 2009]