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giovedì 7 ottobre 2010

Minacciato dalla Ndrangheta Musolino di "Calabria Ora"

  giornalisti di Calabria

Minacciato Musolino di "Calabria Ora"

REGGIO CALABRIA – E’ il cronista di giudiziaria Lucio Musolino, redattore di Reggio Calabria del quotidiano “Calabria Ora”, l’ennesimo destinatario di intimidazioni nei confronti di giornalisti. Qualcuno, verso le 2 di stanotte, ha lasciato su un tavolino della veranda della sua abitazione, nella frazione Catona di Reggio Calabria, una bottiglietta contenente liquido infiammabile ed un bigliettino dal contenuto inequivocabile: «Smettila di scrivere di ‘ndrangheta. Segui Pollichieni, altrimenti fai una brutta fine. Questa è per te, non per la macchina».
Il giornalista, che da anni si occupa di cronaca nera e giudiziaria, è impegnato da mesi a dare il suo contributo ai percorsi di conoscenza e di contrasto al fenomeno criminale a Reggio Calabria e dintorni attraverso l’approfondimento dei risvolti connessi alle operazioni antimafia “Meta” e “Crimine”. Proprio di queste due inchieste, infatti, si è occupato in maniera incisiva il professionista in servizio alla redazione reggina di “Calabria Ora”.
Musolino ha fatto scoperto bottiglietta e lettera rincasando, verso le ore 4 di stamani. Verso le 2, invece, era stata la madre ad udire strani rumori nel cortile. Il giornalista ha, quindi, provveduto a denunciare immediatamente l’episodio alla Polizia di Stato, che conduce le indagini, ed all’Arma dei Carabinieri.
Totale solidarietà al collega Lucio Musolino viene espressa dal segretario del Sindacato dei Giornalisti della Calabria, Carlo Parisi, componente della Giunta Esecutiva Fnsi, secondo il quale “è inammissibile continuare ad assistere, quasi quotidianamente, ad episodi di violenza, palese o velata da vergognose minacce, nelle regioni del sud ed in particolare in Calabria”.
Carlo Parisi, assieme al segretario generale della Fnsi, Franco Siddi, appena il 25 marzo scorso ha incontrato, al Viminale, il Capo della Polizia, Antonio Manganelli, che si è assunto l’impegno di dare “una risposta ai singoli episodi, dopo aver scandagliato ogni ipotesi” assicurando che “i giornalisti non sono soli, né in Calabria, né altrove”. Alla luce del frequente ripetersi di episodi di vigliacca intimidazione, Carlo Parisi invita, quindi, investigatori e forze di polizia ad “intensificare 
l’azione di controllo e di accertamento delle responsabilità per garantire sicurezza e incolumità a quanti non fanno altro che svolgere il proprio mestiere di giornalista”.
Giornalisti di Calabria   - - - -



domenica 5 settembre 2010

l'arroganza dei sudditi

Presa diretta - Rai tre

5 settembre 2010



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l'arroganza dei sudditi

Siamo nell'Hinterland  milanese. Un piccolo paese abitato da molti calabresi; vengono tutti da Cirò.  L'inviato cerca di fare domande agli abitanti:
- lei è calabrese ?
- sì,  sono calabrese e sono fiero
- da dove viene ?
- da Cirò, il paese più bello del mondo - dice con orgoglio
l'inviato gli chiede se conosce un uomo accusato di essere un capo della Ndrangheta:

- si lo conosco, per me è una brava persona, per gli altri non mi interessa. 


 [ © Presa diretta -   RAI 3  
 
L'arroganza dell'uomo che apertamente si schiera dalla parte dell'altro stato, rappresenta l'emblema di come sia cambiato questo paese negli ultimi 20 anni. Una volta, la gente si sottraeva alle telecamere e di fronte alle domande opponeva un silenzio rassegnato. 
Ora si esibisce l'arroganza del suddito che in cambio della sua libertà, ottiene dei favori personali. 

L'arroganza dei sudditi, che in cambio della loro fedeltà al monarca si sentono leggittimati a perseguire i loro interessi personali nella più totale impunità. 



tempo western

Francesco Peroraro -


• italian style



tempo western



avere le idee confuse è una qualità personale che rivendico con forza, a fronte di chi le ha chiare......

......quanto alla questione politica/etica, considero il tempo presente un tempo western, vale a dire un tempo in cui, caduta ogni etica pubblica e condivisa, terminata ogni possibilità di aggregazione politica “vera”, annullata o quasi l’azione giudiziaria contro i potenti e i loro scherani, al singolo non resta che aggrapparsi ai fondamentali del sé e da quelli ripartire.
si tratta, in sostanza, di ascoltare il proprio disagio e regolarsi di conseguenza.

....Però arriva un momento in cui si varca un limes (diverso per ciascuno di noi), oltre il quale si percepisce che la misura è colma, che ci sono questioni che travalicano qualsiasi rapporto di stima, qualsiasi tradizione storica e culturale pregressa, qualsiasi convenienza personale.
Queste questioni hanno natura politica, riguardano il nostro essere cives di una comunità democratica i cui principi per un motivo o per l’altro ci stanno a cuore.

 [ © Francesco Pecoraro , due commenti (ecco il primo e  il secondo su Nazione Indiana  in calce a un articolo di Andrea cortellessa    pubblicare da Mondadori  ]