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sabato 13 novembre 2010

Juan Villoro parla di Bolaño (video sottotitolato)

intervista di Juan villoro su Bolaño

 

Il video è stato realizzato da Manuela Vittorelli , rimontando l'intervista a Vargas llosa contenuta nel documentario "Roberto Bolaño el último maldito"   di Rtve

giovedì 7 ottobre 2010

i colpevoli di Juan Villoro - le mie letture

le mie letture -


I colpevoli
Juan Villoro
 CUEC ed., 2009


 
la prima volta che ho letto il suo nome è stata leggendo un'intervista un'intervista a Roberto Bolano di D.G.Miravet:
Io credo che se della mia generazione c'e' qualcuno che vincerà il Nobel, questo sarà Juan villoro, lo dico molto seriamente. Della mia generazione ci sono due che vinceranno il Nobel quasi con ogni probabilità, uno è Javier Marias, l'altro Juan Villoro. [R.Bolano]
Incuriosito, ho cominciato a cercare sulla rete tutto quello che si poteva leggere di lui. Suo è il prologo a Bolaño por sí mismo,  una raccolta di interviste dello scrittore (dal 1998 al 2003) curata da Andrés Braithwaite e pubblicata nel 2006.  Poi ho letto la recensione de I detective selvaggi "El copiloto de Impala". Stimolato da una scrittura chiara e fluida che denota un pensiero altrettanto chiaro e fluido ho iniziato a leggere tutto cio' che sono riuscito a trovare nella rete.
In Italia è poco conosciuto; è stato pubblicato nel 2000 "Palme della brezza rapida" (Ed. Robin), libro ormai introvabile. Finalmente nel 2009 è uscito I colpevoli, sei racconti e un romanzo breve. Di lui ha detto Francesca lazzarato su: Il manifesto  
Tra gli scrittori nati fra la fine degli anni ’50 e quella dei ’60, che da tempo si sono lasciati alle spalle il problema dell’identità cui i loro padri erano così sensibili, ce ne sono però altri che meriterebbero un’attenzione maggiore degli ex esponenti del Crack, e a loro è utile guardare per capire quale rimarchevole polifonia di voci offra oggi la letteratura messicana. Si può cominciare da Juan Villoro, classico di domani inesplicabilmente inedito in Italia, se si esclude un libro di viaggi pubblicato anni fa dalla Biblioteca del Vascello, e prodigioso autore di racconti e di alcuni romanzi magistrali come El testigo (Premio Herralde de Novela nel 2004). Tra i suoi temi principali, quello delle ricerca di senso in una società che, dopo la perdita del potere da parte del Pri al governo del paese per settant’anni, si misura con un vuoto ora riempito da una violenza cieca e dalla dittatura della cocaina e della televisione, che – come dice Villoro – «intrattengono stretti legami con quanti esercitano il potere». 
Scrittura attraversata da una sottile vena di ironia, fluida, leggera e intensa allo stesso tempo, con lampi improvvisi che rivelano tratti nascosti, profondi e inaspettati dei personaggi, colti in un momento di delirio, di allucinazione o di semplice smarrimento.
il libro vuole in qualche modo smontare i clichè del Messico e lo fa attraverso i personaggi e i luoghi che in qualche modo caratterizzano Il Messico nell'immaginario degli  europei e dei "gringos".
Un libro da leggere e che non si smette di leggere neanche stando in piedi sulla metro

Carmelo p.

 
 

lunedì 27 settembre 2010

i colpevoli di Juan Villoro

Juan Villoro

I colpevoli

racconto tratto dal libro "I colpevoli" Cuec ed., 2009   


I colpevoli
di Juan Villoro

Le forbici erano sul tavolo. Avevano delle dimensioni fuori dal comune. Mio padre le utilizzava per trinciare i polli. Da quando lui è morto, Jorge se le porta dietro ovunque. Forse per uno psicopatico è normale dormire con la pistola sotto il cuscino. Mio fratello non è uno psicopatico. Ma non è neanche normale.
Lo trovai in camera, piegato su se stesso, mentre lottava per togliersi la maglietta. C’erano 42 gradi. Jorge indossava una maglietta di tessuto grezzo, ideale per appiccicarsi come una seconda pelle.
– Aprila – gridò con la testa intrappolata nella maglia. La sua mano indicò un punto impreciso che non mi fu difficile indovinare.

LE CONFESSIONI LETTERARIE DI JUAN VILLORO

  intervista a Juan Villoro di Marco Dotti

23 settembre 2010




Un paese perennemente in bilico tra Carnevale e Apocalisse, segnato ormai da diversi anni da un clima di violenza e di paura. Parla Juan Villoro, autore di una raccolta di racconti, I colpevoli, in cui cerca di descrivere un Messico fuori dagli stereotipi. Al paese latinoamericano è dedicato il festival di letteratura e traduzione «Babel» che si inaugura questa sera a Bellinzona

Scrittore e sociologo, giornalista e professore universitario, Juan Villoro è uno degli intellettuali più attenti alla realtà messicana. Nato nel 1956, appassionato cronista di musica e di calcio, Villoro ha di recente pubblicato, per le edizioni Cuec di Cagliari, I colpevoli (traduzione di Maria Cristina Secci, pp. 136, euro 11). Una raccolta di racconti che mette in scena le vite, a modo loro «colpevoli», di un calciatore in declino, di uno sceneggiatore in preda a crisi isteriche, di un cantante sull'orlo del baratro, protagonisti colti all'apice dei loro conflitti personali, sia che decidano di commettere un omicidio, di tradire un amico o di girare una scena di nudo che potrebbe rovinargli la carriera. Lo incontriamo alla vigilia dell'incontro che terrà sabato 25 al festival Babel di Bellinzona.

venerdì 24 settembre 2010

se il libro fosse inventato oggi

Rick Moody  | • |Juan Villoro | • |  | • |    |

Juan Villoro   

se il libro fosse inventato oggi

Del resto, se il libro fosse inventato oggi, sembrerebbe un miglioramento del computer: è caldo, serve come decorazione, stimola il tatto e l'olfatto, ci si può scrivere sopra, senza contare che non si scarica, non ha bisogno di batterie, non dipende da un sistema operativo che potrebbe diventare obsoleto in pochi mesi.


Juan Villoro    intervista di Marco Dotti
 


domenica 13 giugno 2010

Roberto Bolaño - Lo scrittore insostenibile

Filba 2008 - Omaggio a Bolaño 


Al festival internazionale di letteratura di Buenos Aires del 2008 gli scrittori Juan Villoro,  Alan Pauls y Horacio Castellanos Moya parteciparono ad una tavola rotonda, moderata da Pedro Rey dal titolo:

 Verso Roberto Bolaño: lo scrittore insostenibile


Pedro Rey:
Passioni e avversioni anche, è il tema di fondo di questa tavola rotonda, "Roberto Bolaño: Lo scrittore insostenibile". E' ciò si deve a qualcosa di molto curioso:  Bolaño,  come si nota nei suoi articoli giornalistici, nei suoi saggi, nelle poche conferenze che fece, era un individuo passionale, pieno di passioni, avversioni e anche contraddizioni. Ciò che colpisce, almeno me, è che ciò si vede anche nella sua letteratura, nelle sue finzioni. ho la sensazione che tutto è un po'  permeato da queste passioni che a volte possono cambiare 
I tre scrittori che abbiamo la fortuna di incontrare oggi, in un modo o nell'altro condividono qualcosa con Bolaño, oltre ad averlo letto. Innanzitutto Bolaño ha scritto su loro tre meravigliosamente bene, e testi molto buoni e veritieri. E allo stesso tempo tutti loro hanno scritto anche su Bolaño testi molto interessanti, e tutti in qualche modo lo hanno conosciuto. Con Juan villoro, - racconta Bolaño, e Juan lo racconta in un altro testo, anche se sono diverse le date indicate, che immagino avrai notato - si conobbero quando erano giovani, e Bolaño dice che lui aveva 17 anni, Juan dice che ne aveva 20. E si sono incontrati venti anni dopo a Barcellona, o eri ancora in messico se non ricordo male? Horacio Castellanos Moya lo conobbe,  passo insieme a lui un giorno o un lungo pomeriggio - dopo lo racconterai - e Alan  Pauls non lo conobbe di persona però scambiò mails e parlò al telefono con lui.
Ciò che vorrei chiedervi, quindi, visto che lo avete conosciuto, letto e avuto a che fare con lui e conoscete questa sorte di passioni e avversioni, e' di tracciare un vostro profilo personale di Roberto Bolaño